Dei, demoni e oracoli

Dei, demoni e oracoli di Giuseppe Tucci.

Ci volgiamo indietro, quasi per dare un addio alla strada percorsa: la vita di carovana abitua a questo amore della strada. Quel lento e guardingo camminare, quel faticoso avanzare e conquistare vette e tentare discese danno un senso di intima solidarietà col paese. La civiltà ci regala la velocità, ma ci distacca da questo contatto immediato con la natura; la macchina ci porta e ci rapisce quasi e il paese fugge di fronte a noi prima che abbiamo potuto fissarne le impressioni e presto svanisce e si perde come un sogno lontano.

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