Nada

Nada di Jean-Patrick Manchette.

Quando Buenaventura si mise a urlare a pieni polmoni, erano le dieci di mattina, ed era domenica. L’ambasciatore Richard Poindexter stava mangiando le uova al prosciutto che gli erano state servite a letto. Meyer lo sorvegliava, la pistola appoggiata sulla sedia accanto, leggendo distrattamente un romanzo di fantascienza, di seconda mano. Gli altri erano dabbasso.

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