Storia di un dio da marciapiede

Storia di un dio da marciapiede di Francisco González Ledesma.

Méndez piegò un po’ le gambe.
Si sentiva giovane.
Yul Brinner.
O forse non tanto giovane.
Clint Eastwood.
O forse maturo ma in buono stato.
John Wayne.
O malconcio ma utile.
Kojak.
Méndez smise di pensare. Non lo avrebbe mai confessato, ma parte della sua cultura si era formata nei cinema di quartiere, tra eroi di fumo e di serate al crepuscolo, ma che nonostante tutto gli erano rimasti dentro e gli avevano insegnato a vivere. Cercò di saltare anche lui di lato. Gridò ancora.
«Polizia!».

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