Il caso sbagliato

Il caso sbagliato di James Crumley.

Sì, l’ho capito che ero mezzo ubriaco, solo come un cane e rintronato a forza di piangermi addosso, con una vita tutta mal di testa e niente sbronze. Volevo sentirmi di nuovo un essere umano, e l’unico modo in cui sapevo farlo era con una donna, e le uniche donne che conoscevo erano allegre divorziate, hippy strafatte e sfiancate bariste le cui emozioni erano malridotte proprio come le mie, e io volevo di più, volevo quella donna dal viso da scoiattolo e l’aria stranamente virginale, quella professoressa d’inglese che veniva da chissà che cazzo di crocevia nell’Iowa, la desideravo come non desideravo niente da fin troppo tempo. Così glielo dissi di nuovo – I miei giorni per le sue notti.

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